Cosa devo fare per passare l’esame?
Condizione necessaria per lo svolgersi del corso e per il suo superamento è la partecipazione alle ore e ai giorni ad esso dedicato. Il lavoro prodotto sarà un lavoro collettivo per il quale verrà valutato l’impegno, l’entusiasmo, il coraggio e la coerenza del progetto e della sua restituzione.
Come verrà strutturato il corso?
Il corso verrà impostato come un lavoro di atelier dove in una settimana dovranno essere prodotte 10-12 proposte diverse di possibili souvenir per la città di Triste. Indicativamente una proposta per coppia di studenti. Nel corso della settimana verranno fatte delle presentazioni che serviranno a discutere collettivamente lo stato dei progetti. A questi incontri verranno invitate anche delle persone esterne al corso con competenze esperte con il quale si articolerà un dibattito di discussione e confronto sui progetti, e sulle loro potenzialità.
Queste presentazioni serviranno a: imparare a raccontare il progetto in modo chiaro e coinciso; imparare ad argomentarlo; fare tesoro dell’esperienza altrui; fornire esempi pratici sul “cosa fare” e sul cosa “non fare”. E’ indispensabile quindi la partecipazione attiva di tutti gli studenti.
Gli studenti inoltre saranno invitati a pubblicare giornalmente i punti salienti dell’avanzare del loro lavoro sul blog.
Cosa dobbiamo scrivere sul blog?
Il blog è uno strumento didattico (e di lavoro) indispensabile serve a: sapere cosa stanno facendo gli altri, far sapere agli altri quello che stiamo facendo (non solo all’interno del corso), condividere le idee e le informazioni sul progetto che si sta elaborando. Quindi sul blog dovranno essere pubblicati qualsiasi contenuto che possa servire a questo scopo: testi, links, foto, foto di disegni, foto di modelli, video, etc.
Cosa impareremo?
Il contributo più importante che il corso ambisce fornire alla formazione di uno studente della NABA è la capacità auto-didattica; ovvero fornire ad ogni studente un primo apparato di strumenti concettuali e critici che consentano la produzione di un sapere individuale specifico, proprio della “pratica riflessiva” della progettazione.
Gli studenti dovranno imparare a gestire le pressioni di tempo, il senso di frustrazione dato dall’incertezza e dal rischio di fallimento che ogni progetto comporta e maturare la consapevolezza che l’unico vero errore in progettazione è il non fare. La capacità dunque che verrà richiesta agli studenti sarà quella di sapere valutare velocemente, illustrare e pre-vedere le potenzialità delle loro idee che si concretizzeranno alla fine del corso in una proposta.
Cosa non impareremo?
Non verranno insegnati agli studenti programmi informatici o grafici di nessun tipo. Non verrà detto loro cosa fare, non apprenderanno un nuovo metodo da applicare, né un nuovo stile da imitare.
Come si svolgerà l’esame?
“L’esame” è di fatto una presentazione di circa 5-6 minuti del proprio progetto/ipotesi, al quale seguirà una discussione informale con degli ospiti invitati. Gli studenti saranno invitati a produrre materiale illustrativo accurato al fine da documentare e argomentare il più possibile e in modo credibile la loro proposta attraverso qualsiasi media e qualsiasi tecnica che sia pertinente ed efficace al fine di comunicare la propria idea.
Ogni gruppo di studenti inoltre dovrà consegnare un foglio formato A4 stampato a colori fronte e retro e piegato in due contenente la descrizione della propria proposta a formare n. 4 pagine in formato A5: un breve testo, immagini, foto di modelli, prototipi, e quant’altro possa essere utile allo scopo di supportare e illustrare il progetto. Questo materiale, da fornire sia in digitale (PDF) che cartaceo, costituirà la documentazione del lavoro prodotto durante il corso.
Se l'oggetto che si propone è un souvenir allora la documentazione di ogni progetto sarà una "mappa" una "guida" un "altante" che racconta la storia di un piccolo viaggio all'interno di un possibile souvenir di una città del presente che ne è alla disperata ricerca. Questo corso dunque si dovrà intendere come un viaggio, e come ogni viaggio il percorso è molto più importante della meta. Se una retta è il percoso più breve per collegare due punti, certamente esso è anche quello più noioso.
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